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Processo Eternit, lo Stato non si è ancora costituito parte civile PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Mercoledì 16 Dicembre 2009 01:49

Processo Eternit, lo Stato non si è ancora costituito parte civile
Giorgio Frasca Polara
DENUNCIA. Due interrogazioni dei senatori Ferrante e Della Seta (Pd) fanno emergere l’incredibile comportamento dei ministeri del Lavoro e dell’Ambiente. E a oggi non si sa se, tardivamente, sarà presa questa necessaria decisione.

Per incredibile che possa sembrare, a tutt’oggi, con il processo contro i padroniamministratori della Eternit spa già in corso, lo Stato - cioè per suo conto il ministero del Lavoro, Salute e Politiche sociali, e quello dell’Ambiente e della Tutela del territorio - non si è ancora costituito parte civile contro gli imputati, lo svizzero Schmidheiny e il barone belga De Cartier-De Marchienne, e a sostegno della tutela delle parti lese, migliaia di vittime, defunte e non. Né si sa se prenderà (tardivamente) questa pur necessaria decisione. Lo scandaloso comportamento del governo (disinteresse, complicità, che altro?) è denunciato due volte in poche settimane dai senatori Roberto Della Seta e Francesco Ferrante (Pd) con interrogazioni urgenti che pongono anche tutta una serie di questioni connesse ai ritardi nelle operazioni di bonifica.

Questa storia dell’avvelenamento da amianto, del maxi-processo in corso contro i responsabili e soprattutto di questi incredibili ritardi, merita dunque un qualche approfondimento. Intanto, se è stato scientificamente provato che le patologie causate dalla respirazione delle fibre di amianto sono tutte caratterizzate da tempi di latenza molto lunghi, consegue che per i prossimi decenni è previsto un forte incremento dei decessi che raggiungerà l’apice tra il 2015 e il 2025. Di più e di peggio. L’Italia, secondo produttore europeo di amianto sino al 1992, ha prodotto e commercializzato la fibrakiller per anni in tutto il Paese, e oggi il territorio contaminato da bonificare occupa una superficie molto estesa: si parla di 75mila ettari, da Casale Monferrato (ed altri comuni della provincia di Alessandria) a Balangero (Torino), da Emarese (Aosta) e Broni (Pavia), da Rubiera a Cavagnolo, da Bagnoli a Napoli, da Bari a Siracusa, senza contare gli innumerevoli micrositi (tettoie, canne fumarie, tamponature di edifici, serbatoi d’acqua) sparsi per tutto il territorio nazionale. l'articolo segue su fonte TERRA.IT

 

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