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E' iniziata la demolizione della fabbrica delle lotte operaie e della esposizione all'amianto |
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Martedì 16 Febbraio 2010 11:35 |
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E' iniziata la demolizione dei capannoni della Casaralta di Bologna, fabbrica di vagoni ferroviari, chiusa dal 1998. Casaralta, la fabbrica delle lotte operaie, delle conquiste ma anche del dramma degli oltre 100 operai che si sono ammalati e sono morti a causa della esposizione all'amianto.
da l'Unità del 16 febbraio 2010
Casaralta, sulla fabbrica dei treni e delle lotte operaie
da il Corriere del 16 febbraio 2010
Ex Casaralta, fine della storia
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Benefici previdenziali per marittimi esposti amianto, servono ulteriori passi |
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Domenica 10 Gennaio 2010 00:13 |
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Benefici previdenziali per marittimi esposti amianto, servono ulteriori passi
Istruzioni per rendere fruibili anche per i lavoratori marittimi i diritti per i benefici contributivi per esposizione all'amianto. Le chiede Sesa Amici del Pd in un'interrogazione rivolta al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi operai rimuovono amianto
ROMA - Istruzioni per rendere fruibili anche per i lavoratori marittimi i diritti per i benefici contributivi per esposizione all'amianto. Le chiede Sesa Amici del Pd in un'interrogazione pubblicata a fine anno, prima della pausa dei lavori parlamentari e rivolta al ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. La parlamentare nell'atto ricorda che il decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, modificato dalla legge 24 novembre 2003, n. 326, ha riconosciuto anche al personale marittimo esposto a fibre di amianto, per un decennio, il diritto alla concessione dei benefici previdenziali. Una legge successiva, la finanziaria 2006, ha disposto il passaggio di competenza dall'Inail all'Istituto di previdenza per il settore marittimo (Ipsema) relativamente al rilascio delle certificazioni di esposizione per i lavoratori marittimi assicurati presso l'Ipsema stesso. L'applicazione della normativa generale presenta però delle difficoltà per i lavoratori del settore marittimo - fa presente Amici - "in quanto è spesso difficile, se non impossibile, ricostruire la loro vita lavorativa a causa della peculiarità della attività svolta, caratterizzata da frequenti cambiamenti di luogo e di rapporto di lavoro; la residenza del lavoratore non coincide con il compartimento marittimo in cui è iscritta la società armatoriale". Nell'interrogazione si chiede anche che al governo solleciti l'Ipsema ad istruire le varie domande di rilascio di esposizione all'amianto, indispensabili per l'erogazione della prestazione. (dp) fonte inail.it |
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Ultimo aggiornamento Domenica 10 Gennaio 2010 00:16 |
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Presentazione Associazione A.L.B.E.A. |
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Domenica 31 Gennaio 2010 22:52 |
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Presentazione Associazione A.L.B.E.A.
L’Associazione Lavoratori Bolognesi Esposti Amianto (ALBEA) si è costituita nel mese di marzo del 2002 per volontà della Camera del Lavoro Metropolitana di Bologna , della FIOM-CGIL, congiuntamente ad alcuni lavoratori ex dipendenti della Casaralta SpA, famigliari di vittime dell’amianto ed alle Strutture Territoriali di FILT-CGIL, FILCEA-CGIL , FLAI-CGIL.
Lo scopo principale dell’associazione è quello di operare per sostenere e tutelare le persone, le famiglie, i lavoratori che nel corso della loro vita e del loro lavoro sono state esposte alle fibre di amianto, a materiali che lo contengono e ad altre sostanze nocive, proponendosi di operare per rendere sempre più efficace l’insieme delle azioni legali, previdenziali, sanitarie e relazionali a loro favore.
Di fronte all’esplosione di centinaia di casi di malattie professionali e decessi correlati all’esposizione all’amianto si è immediatamente operato per aiutare i lavoratori coinvolti e le loro famiglie.
ALBEA ha poi promosso iniziative pubbliche di informazione e dibattito sul tema dei rischi per la salute derivanti dall’esposizione all'amianto in varie situazioni di lavoro ed ambientali. Particolare rilievo ha assunto nel 2004 il Convegno nazionale titolato “L’amianto negli ambienti di lavoro: un problema sanitario e sociale“ organizzato con il patrocinio della Regione Emilia-Romagna assieme all’Istituto Nazionale per lo Studio ed il Controllo dei Tumori e delle Malattie Ambientali “Bernardino Ramazzini”. Si approfondirono in quella sede le tematiche inerenti i rischi per la salute dei lavoratori esposti all’amianto, lo stato della normativa per la tutela dei diritti degli esposti a livello nazionale ed europeo nonché il ruolo che le varie parti sociali sono chiamate a svolgere nella salvaguardia dei diritti dei lavoratori.
Alle iniziative pubbliche di informazione ed approfondimento ALBEA ha continuamente affiancato un’attività di consulenza e assistenza ai lavoratori ed alle loro famiglie, con la collaborazione del Patronato INCA-CGIL e di Studi Legali convenzionati. per il conseguimento dei benefici previdenziali e del risarcimento dei danni alla salute provocati dall'insorgere di patologie asbesto-correlate.
Attualmente gli Iscritti all’associazione sono lavoratori,e loro familiari, di siti produttivi del territorio bolognese quali: Casaralta, Officine Grandi Riparazioni delle Ferrovie dello Stato, Zuccherifici ecc...
L’associazione non persegue finalità di lucro e si sostiene attraverso le quote associative versate annualmente dai soci, contributi od elargizioni di Enti, donazioni o lasciti di soggetti privati. |
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Ultimo aggiornamento Lunedì 01 Febbraio 2010 00:09 |
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ETERNIT: POLETTO, UNA PAGINA NERA. ANCHE LA MIA CHIESA ERA DI AMIANTO |
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Martedì 22 Dicembre 2009 23:47 |
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ETERNIT: POLETTO, UNA PAGINA NERA. ANCHE LA MIA CHIESA ERA DI AMIANTO Ha parlato anche della sua esperienza di parroco casalese, oggi nel consueto incontro di Natale con i giornalisti, il cardinale di Torino Severino Poletto, toccando il caso Eternit. ''Una pagina nera'', l'ha definita, vissuta ''con amarezza e con tristezza''. Poletto ha ricordato che in quello stabilimento, che ha provocato oltre la meta' delle 3000 vittime accertate in Italia dal processo che si sta celebtrando a Torino, hanno lavorato il fratello e un cognato, ''ma il dramma era non solo per chi ha lavorato li' - ha sottolineato - Casale e' la citta' che piu' ha subito i danni dell'amianto'', e ha aggiunto che anche la sua chiesa ''era di amianto''. Il cardinale, che alcuni familiari delle vittime vorrebbero tra i testimoni al processo, ha detto pero' di non avere elementi per deporre in aula, sottolineando che forse neppure i proprietari conoscevano la pericolosita' dell'amianto, e ha raccontato di quando ogni primo venerdi' del mese portava la comunione ai malati e di come, inconsapevolmente, i malati considerassero un successo il riconoscimento dell'invalidita' al 100% che spesso voleva dire la morte. ''Chissa' - ha concluso il cardinale - quando verranno completate le bonifiche''. fonte asca.it |
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